martedì 13 settembre 2016

I programmi dimagranti e i pasti sostitutivi: Funzionano davvero?

L’arrivo dell’estate è preceduto, di pochi giorni o settimane, da numerosi metodi lampo per arrivare in spiaggia con una forma invidiabile per “rimediare” ai numerosi sgarri del periodo invernale e alla pigrizia, la cui combinazione ha probabilmente garantito una forma piuttosto appesantita di cui, alle porte della bella stagione, ci si vuole liberare.
Troppo spesso poco ci si concentra sul “come” raggiungere tale forma, purchè la si ottenga in breve tempo e il più agilmente possibile. Tali metodi comprendono diete scriteriate, poco equilibrate e sempre molto scarse (di cui è già stato trattato) su giornali o riviste patinate di larga diffusione, oppure l’utilizzo di programmi dimagranti. Ovvero? Sono programmi finalizzati ad ottenere una perdita di peso consistente in breve tempo, che prevedono l’utilizzo di pasti sostitutivi, integratori, drenanti…


Cosa promettono?

Assicurano risultati rapidi, duraturi e senza fatica, puntando anche su testimonial famosi, influencer (persone “comuni”, non particolarmente note, ma più “vicine” al potenziale cliente per più ordini di fattori) o personaggi che mostrano prima/dopo in modo particolarmente convincente, importanti campagne pubblicitarie o metodi di vendita del tipo “network marketing”. Ovviamente focalizzano la comunicazione persuasiva sulla forte perdita di peso nel breve termine, portando a proprio favore dati percentuali spesso falsati o che comunque non fanno menzione del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi a conclusione del programma la persona riprenda tutto il peso perso, a volte con “gli interessi”.

Cosa sono in realtà?

Sono nient’altro che programmi alimentari stilati in modo da garantire un apporto calorico molto basso, e dunque una perdita di peso sicura.
Funzionano nel breve termine? Assolutamente sì, come qualsiasi alimentazione restrittiva che porti ad un deficit calorico piuttosto marcato. Questo implica una perdita di peso immediata (che ovviamente non comporta esclusivamente perdita di massa grassa, ben più perdita di liquidi e massa muscolare) con conseguente probabile stallo metabolico.
Funzionano nel lungo termine? Nella maggior parte dei casi no, per più ordini di ragioni. Innanzitutto, come anticipato, alla repentina perdita di peso conseguirà uno stallo, che avrà un impatto negativo sulla motivazione e sull’umore della persona, che facilmente abbandonerà il programma. In alternativa, il programma potrà essere abbandonato per ragioni economiche (generalmente sono molto dispendiosi) o per questioni di insostenibilità a livello psicologico o di gestione. Un programma che implichi integratori o pasti sostitutivi (dunque liofilizzati) è poco soddisfacente e impossibile da protrarre nel lungo termine. Non insegna a nutrirsi in maniera adeguata ma mette solo in “stand by” rispetto ad un’alimentazione eccessiva, inadeguata o poco bilanciata che al termine del programma verrà con buona probabilità ripresa.
La perdita di peso viene infatti mantenuta solo nel caso in cui la persona, successivamente all’interruzione del programma, decida di mettere in atto un’alimentazione bilanciata e moderata (cosa che avrebbe potuto comunque fare prima, evitando probabilmente eventuali problemi di rallentamento del metabolismo a cui certi programmi portano con frequenza).

Quali sono i rischi?

Il  soggetto, le cui caratteristiche psicologiche potrebbero essere (in misura maggiore o minore) locus of control principalmente esterno, scarso senso di autoefficacia e sfiducia in se stesso, si affida a “METODI MIRACOLOSI” (pasticche dimagranti, pasti sostitutivi… ) che non richiedano troppo sacrificio o forza di volontà, col fine di conseguire obiettivi estetici che in alcuni casi (a causa di tali modalità) si scontrano inevitabilmente con i fini salutistici che dovrebbero primeggiare. Tali soggetti mettono dunque nelle mani di un prodotto o di un “guru” ciò che non riescono (o meglio, pensano di non riuscire) a fare da soli, senza focalizzare adeguatamente sul piano della realtà quelli che possono essere i rischi o le false promesse ed attribuendo al mezzo, e non a se stessi, la responsabilità degli obiettivi che vogliono raggiungere.
Questo meccanismo, se il programma (come probabile) risulta fallimentare, rischia di mantenere e rinforzare il convincimento di essere completamente privi di strategie, piegati all’evidenza della propria mancata capacità e dunque di rimandare all’infinito il percorso verso una perdita di peso sana.
Concludendo, questi metodi hanno un effetto nel qui e ora e non nel lungo termine, dal momento in cui una persona che necessita di una perdita di peso deve essere motivata a conseguire un percorso di rieducazione alimentare che preveda la consapevolezza di ciò che deve assumere, visto che il sovrappeso è sempre (a meno di patologie) determinato da una cattiva/eccessiva alimentazione che deve essere riequilibrata. Dunque prendere in mano le redini della gestione del proprio equilibrio alimentare con pazienza, motivazione, criterio e consapevolezza (guidati o meno da un professionista in base alla necessità) è il primo indiscutibile passo necessario per intraprendere uno stile di vita sano e duraturo e il mantenimento di un peso adeguato nel lungo termine prendendo atto del fatto che i miracoli e le scorciatoie non esistono ma esistono solo la costanza e la determinazione.

Il mio articolo per Studio Trainer Italia

Nessun commento:

Posta un commento